Double Face

Claudio Lolli

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    Vestivi bene, quel giorno in piazza,
    insieme a noi c'era una tua nuova ragazza,
    vestivi bene con il cappello di borsalino,
    per la mano una donna nuova
    e quello stupido bambino.
    Che strano tipo di autorità,
    farmi fare il giro di tutti i bar della città.
    Che strani amici rubacuori,
    e che occhi per le donne,
    che discorsi da giocatori.

    Favero Favero, che cosa mi avrai insegnato,
    con quella tua vocazione, da mantenuto, da sbandato
    e quale esempio? Quale educazione?
    Grande campione d'aperitivo,
    sempre giovane vitellone.
    Che strana vita, a braccio di ferro,
    tra il saggio splendido e l'uomo senz'accento,
    che strano amore, tra padre e figlio,
    facciamo a chi è più eroe, dai,
    facciamo a chi è più coniglio.

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    Cosa mi tocca oggi di ricontare,
    ancora facciamo a gara
    come voglia di lavorare.
    Professionista del tradimento,
    sei sempre stato un mistero
    e mai mai un documento.

    Favero Favero, sempre estraneo sempre fuori
    dalla girandola della vita e dall'obbligo degli amori.
    Sei lontano, sei lontano e così sia,
    ma sarò io tua brutta copia
    oppure tu lo eri della mia.

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