Al Cospetto Della Regina Dei Fungí

Fiaba

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    a corte
    sfinito e sgomento, Pauro con le vesti ormai logore e pregno di odori intensi, sfila legato in mezzo ad un esercito di rane, fino al trono di Gebbia, suscitando bizzarri interessi morbosi nel popolo dello stagno.
    Una guardia(recitativo)
    Non muoverti, fermo! Sua Maestà vuole vederti.
    Cantastorie
    Lenti muove i passi la regina,
    storti, senza grazia di lumaca.
    Annaspando, al fungo si avvicina.
    Siede al trono del suo regno.
    Roca la sua voce dice:
    Gebbia
    Sudditi! Felici siate,
    questo è il regno delle rane;
    amate, odiate, sia giusto tutto quel che fate!
    Cantastorie
    Curvo il prigioniero,con il volto
    Cerca il giusto inchino fra le piante,
    è un gigante per il mondo attorno,
    anche chino è troppo grande.
    Un brandello delle vesti
    Copre appena le vergogne,
    giunchi stretti a mò di gogne;
    Pauro
    Liberarsi non si può…
    Cantastorie
    L'acquitrino ha colorato
    la sua pelle, a tratti verde.
    I capelli come corde
    Sulle spalle a gocciolare.
    Rane guardano vogliose,
    se lo vogliono leccare,
    lingue dedite al salmastro
    ma leccarlo non si può.
    Se lo guarda la regina,
    palmo a palmo se lo scruta,
    vede, annusa l'animale
    fato o dono degli dei.
    Gebbia
    Liberate l'animale dalle catene
    se dopo sviene
    di larve io voglio che sazio lui sia.
    Vi dico trattatelo bene,
    badate che non fugga via!

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