Il mostro

Linea 77

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    Rifletto dentro uno specchio la mia faccia
    Mentre il freddo di questa stanza
    È come la stretta di un gigante che mi abbraccia
    Un brivido mi afferra alla gola per buttarmi giù
    Tra il letto vuoto ed il silenzio sul quale scivolo
    Ma basta un attimo
    Ed alimento coi miei occhi il mostro
    Morboso di paure già pregusta il suo trionfo
    Ma non le vedi?
    Parole che ti rotolano addosso
    La vita ride di te mentre fissi i tuoi stessi piedi
    E non sento più l'effetto che fa
    Guardo la città dall'alto mentre i mostri arrivano...
    E non ti accorgi che ora sei unico
    Arriva il mostro e tutti applaudono!
    E poi ci sono quelle volte in cui mi do fastidio da solo
    E poi ci sono quelle volte in cui mi da fastidio che mi do Fastidio da solo
    Ma cosa devo fare per farmi andare bene?
    Testate contro il muro o preferisci uscire
    Da questa apatia generazionale del cazzo alimentata a strisce
    Per meglio scappare da una realtà di fatto
    Che cosa vedi?
    Mia giovane mente assiderata
    Con mille amici su myspace e un'altra cena in solitaria
    E disteso qui sento la testa che urla
    La lingua che tace, portami via da qui
    Ora che vorrei nascondermi
    Ora che non so resistere
    Ora che vorrei solo fuggire lontano da qui
    Ora che son disteso qui con la mia testa che urla
    La mia lingua tace, portami via da qui
    E non sai più chi sei, cosa vuoi, in cosa credi

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    Información de la canción

    Composición: Paolo Pavanello, Davide Pavanello, Emiliano Carlo Audisio, Nicola Sangermano y Christian Montanarella

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