Indiano Metropolitano

Otto Ohm

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    Mi muovo nel traffico lento, con l'occhio un po' spento e uno sguardo molesto
    Soltanto perché non ci vedo e questo vuol dire che non imbruttisco
    Ma invece se mi guardo intorno, me ne rendo conto mi basta un momento
    Capire che a queste persone gliene frega cazzi se tu sei contento
    La scimmia di chi si è annoiato e di chi ha pestato la merda di un cane su un prato
    La porta dovunque l'effetto di un mondo malato che ti fa sentire deviato
    Continui a schivare gli aspetti, cercare contatti, ammirare chi già ci ha svoltato
    Con l'ipocrisia di sentirsi migliori degli altri, per questo mi sento un indiano
    Mi piace notare le cose cambiare, gli agganci che questa tua vita può avere
    Vederla intrecciare, con altre magari di un altro colore
    Non credere a chi già si sente migliore è solo un puntino di questa spirale
    La fretta consuma il ricordo del nostro dolore

    L'alone che portano addosso le goffe persone che cercano la riemersione
    A danno di chi gli sta intorno e le fanno annegare, il cane che morde il padrone
    Gentaglia che inquinerà l'aria del suo narcisismo per darci una nuova lezione
    Su quello che non è la vita e su tutto il resto che neanche volevo sapere
    La rabbia che esplode all'incrocio se mai c'è qualcuno che stenta a partire
    Ci metterà un nanosecondo a passare da insulto a mazzate di santa ragione
    Il gusto e la comodità di guardarsi dall'auto questo teatrino incivile
    Sperando che accada di nuovo e vada a spezzare la noia ad effetto mortale

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    Mi piace notare le cose cambiare, gli agganci che questa tua vita può avere
    Vederla intrecciare, con altre magari di un altro colore
    Non credere a chi già si sente migliore è solo un puntino di questa spirale
    La fretta consuma il ricordo del nostro dolore

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