Che strano gioco e'

Renato Zero

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    Vedi com'è diverso ogni destino
    sulla scacchiera dell'umanità
    chi fa il pedone, chi fa la regina
    che strano gioco è.
    I più indifesi, sono sempre avanti
    e gli è concesso solo un passo in più
    i portaborse al fianco dei potenti
    l'alfiere dietro al re.
    L'anima ormai, è un peso in più.
    Senza di lei, più agile tu.
    Non serve il cuore, ma la strategia
    che strano gioco è.
    Io non ho imparato mai
    certe regole le sai
    l'innocenza mia colpevole
    non fa calcoli, sfugge agli alibi
    non c'è mano su di me
    io sono fuori gioco
    dimenticato là
    ma non ho mai venduto
    la tua... verità.
    Chi fa la torre, parla da più in alto
    ma dal binario suo non esce mai
    facile stare sopra un parapetto
    senza infangarsi mai.
    Ogni ragazzo ha un cuore di cavallo
    scarta di lato, cerca libertà
    sempre ad un bivio, non puoi prevederlo
    chissà che mossa fa, chissà... chissà...
    Ecco quale è la sola via,
    dare l'idea che la partita è già tua
    anche un pedone può fermare un re,
    mangiare, non farsi mangiare!
    Scacco matto dipende da te
    vita, non imparo mai
    non ho regole lo sai
    né coi bianchi, né coi neri ormai
    sempre ai margini per difenderti
    non c'è mano su di me
    io corro ancora solo
    fuori dal gioco c'è
    un disperato amante,
    in cerca di te.
    Che strano gioco è... che strano gioco

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    Información de la canción

    Composición: Renato Zero y Danilo Riccardi

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